2019 – Spelterini a Berna

In Svizzera, merita di essere segnalata la mostra tenutasi a Berna, presso la Biblioteca Nazionale Svizzera, dal 28 febbraio al 28 giugno 2019. La mostra bernese, curiosa e ricca di spunti, a dispetto delle ridotte dimensioni, ha approfondito soprattutto la figura semiromanzesca di Eduard Spelterini, avventuriero poliglotta, dal passato un po’ misterioso e un po’ guascone, ma fotografo di immenso talento. Il suo vero nome era Eduard Schweizer e Spelterini era solo il suo nome d’arte. Era nato a Toggenburgo nel 1832. A 18 anni si trasferì a Milano e poi a Parigi, prima per studiare musica e poi, abbandonati gli studi musicali, per dedicarsi all’aerostatica. Sembra che risalga a questo periodo l’inizio dell’adozione del nuovo cognome. Nel 1877 ottiene dall’Académie d’Aérostation Météorologique de France di Parigi, la licenza come pilota di palloni aerostatici. Pochi anni dopo inizia a trasportare passeggeri e nel 1887 acquista un pallone di sua proprietà, l’Urania. Tra il 1870 e il 1926 effettuerà circa 570 voli in mongolfiera in Europa, Egitto e Sudafrica.

Fu il primo pilota ad aver sorvolato le Alpi (1898), che vennero successivamente sorvolate per ben 10 volte, tra il 1898 e il 1913. Come fotografo mise a punto una tecnica rivoluzionaria che gli permise con i limitati mezzi dell’epoca di realizzare fotografie aeree di una nitidezza assoluta, unica al mondo, che lo rese ricco e famoso, sempre richiesto in occasione di conferenze e spettacoli aerostatici. Lo scoppio della guerra e l’avvento degli aeroplani stroncarono la sua carriera. Morirà nel 1931, povero e dimenticato da tutti in un remoto villaggio austriaco.

La mostra è anche un prezioso viaggio nella storia della geografia e più in particolare nella parabola dell’antico sogno di osservare il territorio dall’alto, come anche recita il titolo della mostra stessa: Dall’alto, il Pallone di Spelterini e il Drone. Dunque, dalla leggendaria e pioneristica figura dello svizzero Eduard Spelterini, con i suoi palloni aerostatici (attraverso le foto di Spelterini provenienti dal Gabinetto della Biblioteca Nazionale Svizzera), proseguendo poi con le fotografie scattate da aerei e satelliti, fino ad arrivare all’uso domestico dei droni, per ripercorrere tutta l’evoluzione della fotografia aerea in svizzera. Le fotografie dall’alto, che oggi con i droni sono ormai accessibili a tanti, un tempo erano un’esclusività dei pionieri prima e degli aerei ricognitori poi. Ma non mancano le discussioni intorno all’uso dei droni, perché da sempre, come evidenziato in mostra, lo sguardo dall’alto è segno di conoscenza e quindi di potere.
(Tratto dal Corriere del Ticino, 21 marzo 2019).

Spelterini fu il primo a vedere e fotografare le Alpi dall’alto.
Questa è una foto del “Matterhorn” fatta dal pallone nel 1910.