

Associazione Italiana
di Aerofilatelia
Aerofilia e Storia Aeropostale
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L’AIDA, Associazione Italiana di Aerofilatelia, è stata fondata nel 1958 da un gruppo di collezionisti di posta aerea con lo scopo di incrementare e promuovere lo studio della posta aerea in tutte le sue forme, settori o specializzazioni.
Proseguendo nell’indirizzo dei fondatori, i soci che si sono susseguiti fino ad oggi non hanno mai mancato di perseguire le mete di allora.
L’organizzazione della “Giornata dell’Aerofilatelia” e la pubblicazione della rivista “AIDA Flash” hanno per tutti questi anni accompagnato il suo percorso fino ai nostri giorni.
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Auguri a tutti i soci
AIDAFlash
Il n.189 di AIDAFLASH (Marzo 2026) ), come di consueto, si apre con l’editoriale del presidente Paolo Tondo. Abbiamo poi la seconda e conclusiva parte dell’articolo dedicato ai voli intorno al globo del dirigibile “Graf Zeppelin”, nel 1929, con approfondimenti dedicati alla struttura delle regole postali ammesse e delle tariffe applicate e, immancabilmente, delle eccezioni riscontrare.
Poi un interessante articolo dedicato al primo dispaccio italiano verso il Sudamerica, nel 1934, sulla linea gestita dalla compagnia tedesca “Deutsche Lufthansa”. Chiudono le notizie relative al primo appuntamento di AVIOCOM 2026, a Torino, dedicato a commemorare il Centenario dell’aviazione civile in Italia e infine la consueta “Comunicazione del Segretario”.
Indice
01 – Lettera del Presidente.
02 – La sosta forzata a Cuers del “Graf Zeppelin” ed i successivi viaggi intorno al Globo.
21 – Prima accettazione italiana del Servizio della Deutsche Lufthansa verso il Sudamerica.
25 – AVIOCOM 2026 – Torino – 100 anni di aviazione civile in Italia 1926 – 2026
28 – Comunicazioni del Segretario.
Lettera del Presidente
Cari soci,
è con immenso piacere che vi comunico l’iscrizione a socio AIDA di Grazia Bordoli Longhi, moglie del caro Fiorenzo. La Sig.ra Longhi – ricordando l’impegno ed il tempo che il marito dedicava all’Associazione, per come si prodigasse per la divulgazione dell’aerofilatelia attraverso la nostra rivista Aida Flash, le annuali giornate dell’aerofilatelia e, da ultimo, il sito web, e per come riusciva a coinvolgerla in queste sue attività – ha deciso di voler rimanere legata all’AIDA, alla sua storia ed in tal modo sentirsi sempre vicina all’amato marito e compagno di vita. A nome di tutto il Consiglio un sincero ringraziamento a Lella, la cui presenza tra noi è un vero onore. Ricordo che la presenza costante al fianco di Fiorenzo venne simpaticamente confermata nel 1976, quando il volto sorridente della Sig.ra Longhi fu scelto dall’allora presidente, l’Ing. Sandro Taragni, per abbellire la cartolina preparata per la giornata dell’Aerofilatelia del 1976, che si svolse a Venezia durante il convegno “Serenissima 76”.
(AIDAFlash n.189 – marzo 2025)
I Quaderni di A.I.D.A.
Prosegue la collana editoriale dell’Associazione Italiana di Aerofilatelia, che quest’anno, attraverso i “Quaderni di AIDA”, giunge alla sua terza pubblicazione.
Questo lavoro rappresenta una vera perla firmata dal nostro Presidente, Fiorenzo Longhi, il quale ha generosamente deciso di condividere un’opera inedita che narra della “Missione militare Italiana di Aviazione in Argentina”.
Il progetto ebbe origine da una promessa fatta a Rosetta Locatelli, sorella del pilota Antonio, nel lontano 1975. Grazie al materiale fornito dalla famiglia Locatelli e alle sue instancabili ricerche, Fiorenzo Longhi è riuscito a ricostruire con estrema precisione la cronaca delle imprese degli aviatori italiani durante la Missione in Argentina del 1919, con particolare attenzione agli aspetti storico-postali e filatelici.
Ad arricchire ulteriormente il volume, viene presentata la traduzione integrale del testo in inglese.
Di seguito è disponibile per una lettura la prefazione del nostro Presidente.









“Piglierà il suo primo volo empiendo l’universo di stupore”. (Leonardo da Vinci)
“Finora non avevo ancora veramente vissuto!… è nell’aria che si sente la gloria di essere un uomo e di conquistare gli elementi. C’é una squisita fluidità dei movimenti e la gioia di planare nello spazio”. (Gabriele d’Annunzio)
Guai a guardar fuori dalla cabina verso il pelo dell’acqua. Guai a cercare L’orizzonte. La più piccola indecisione, l’attimo di incertezza, l’errore imponderabile frutto del cieco istinto, vuol dire la perdita sicura dell’apparecchio e della vita. Avanti, avanti, diritti nel buio”. Da “Stormi in volo sull’Oceano”, Italo Balbo.
“Notai intorno a me qualche preoccupazione. Ma io ero fermamente deciso. Avrei piuttosto lasciato le ali sopra un pilone in curva, anziché subire lo smacco di una sconfitta”. (Mario De Bernardi) Da “Un’Aquila nel cielo”, Giorgio Evangelisti.
“Io sono altamente confidente nella riuscita, ma poiché esistono sempre degli imponderabili, che sfuggono al più diligente controllo, non è da escludersi assolutamente che, dopo la mia partenza dal campo di Floyd Bennet non si sappia più nulla di me. E poiché in questo caso potrei essere accusato di incapacità o di stravaganze, conto sull’alta testimonianza del Suo competente esame fatto alla mia preparazione per difendere la mia memoria da eventuali postume accuse”. Da una lettera di Francesco De Pinedo inviata all’ammiraglio Romeo Bernotti il 1° settembre 1933, prima della partenza del tragico volo New York-Baghdad.
“Non siamo ancora scesi dall’apparecchio e già il Conte Labia ci rivolge un'inaspettata domanda: “Avete lo smoking?” Non sapeva, il Conte, che Mazzotti aveva battezzato il nostro raid 12.000 chilometri con due camicie!” Francis Lombardi, all’arrivo a Capetown durante il periplo dell’Africa effettuato con Rasini e Mazzotti tra il 28 ottobre 1930 e il 9 gennaio 1931”. Da “Francis Lombardi, Tre Raids del 1930”, Associazione Arma Aeronautica.
“Stiamo precipitando, Sabelli. Cosa devo fare?” “Alleggerisci l’aereo.” Geo Pond a Cesare Sabelli il 5 maggio 1934, due ore prima di toccare suolo irlandese nel tentativo di arrivare a Roma da New York”. (Cesare Sabelli) Da “To Rome with Sabelli”, FAA Aviation News.
“Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare”. (Leonardo da Vinci)
“Una volta aver provato l’ebrezza del volo, quando sarà di nuovo con i piedi per terra, continuerà a guardare il cielo”. (Leonardo da Vinci)




















“E’ faticoso volare a filo d’acqua. Salgo a trenta metri e scruto l’orizzonte in cerca di qualche segno di vita. C’è ancora qualche peschereccio in vista. Quando sono alto posso starmene seduto comodamente maneggiando barra e pedaliera leggermente, tanto per tenere l’ago della bussola ben centrato. Quando si è bassi bisogna tenere in mano i comandi più abilmente e badare alla distanza tra ruote e acqua” (Charles A. Lindbergh, da “Spirit of St. Louis”: la terza ora, sull’Atlantico)
“Quando, qualche anno fa, sono entrato a fare parte dell’Aéropostale, ho avuto l’impressione di mettere piede in un convento. Il primo giorno ho dovuto sorbirmi un sermoncino sulla posta da consegnare, sui sacrifici da dedicarle, sulla necessità, costi quel che costi, di arrivare alla meta anche attraverso la tempesta, e infine sulle sanzioni che mi sarebbero spettate in caso di fiasco. Ho appreso che un ritardo, quale che fosse, era di per sé disonorante.” (Antoine de Saint-Exupéry, da “Pilota di Linea”)
“La mistica del corriere era nata, valida in sé e per sé, e nessuno di noi, al momento del decollo, se ne è mai preoccupato. L’intensità che conferiva alla nostra vita, essa sola contava, essa sola aveva un senso.” (Antoine de Saint-Exupéry, da “Pilota di Linea”)
“Alcuni compagni, e tra essi Mermoz, gettarono attraverso il Sahara non sottomesso le basi della linea francese da Casablanca a Dakar. … Per l’apertura della linea d’America, toccò a Mermoz, sempre uomo di punta, l’incarico di studiare il tratto da Buenos Aires a Santiago e, come già un ponte sul Sahara, costruire un ponte sopra le Ande. … In questi duelli Mermoz s’impegnava senza conoscere niente dell’avversario, senza sapere se da tali colluttazioni si esca ancora vivi. Mermoz tentava per gli altri. … Esplorate bene le Ande, messa a punto la tecnica delle traversate, Mermoz affidò quel tratto al suo compagno Guillaumet e se ne andò a esplorare la notte. … Dopo aver addomesticato la notte a dovere, Mermoz tentò l’oceano. … Mermoz aveva dunque dissodato sabbie, montagne, notte e mare. E in sabbie, montagne, notte e mare era naufragato più volte. Era tornato, ogni volta, soltanto per ripartire. … Infine, in capo a dodici anni di lavoro, trovandosi una volta di più a sorvolare l’Atlantico meridionale, segnalò con un breve messaggio che toglieva il contatto al motore posteriore destro. Poi venne il silenzio”. (Antoine de Saint-Exupéry, da “Terra degli uomini”, nel capitolo “I Compagni”)
La tragedia dell’idrovolante “Croix du Sud” si consuma dopo che, a causa di alcune noie al motore posteriore destro, Mermoz è costretto ad un ammaraggio forzato. Il guasto viene rapidamente individuato, ma in assenza di pezzi di ricambio, viene effettuata solo una semplice ripulitura del motore, che sembra essere soddisfacente. L’idrovolante riprende quindi il volo, comunicando con regolarità la sua posizione. Ma alle 10.47, ad un quarto della traversata, un ultimo messaggio viene ricevuto a Dakar: “avons coupé moteur arrière droit …” poi, più nulla. (Jean Mermoz)
“Spandeva fiducia come una lampada spande luce, quel compagno che in seguito avrebbe battuto il primato delle traversate postali della cordigliera delle Ande e dell’Atlantico meridionale”. E’ lui che dispiega le carte e mostra gli ostacoli o i segni della presenza umana, in modo da rendere amico il paese che si sorvola e che fanno “abituare” il pilota alla Linea, che insegnano a creare legami con essa. E questo anche perché ai piloti è raccomandato di volare sempre sotto le nubi, seguendo i rilievi del terreno oltre confine. (Antoine de Saint-Exupéry, da “Terra degli uomini”)
“Spandeva fiducia come una lampada spande luce, quel compagno che in seguito avrebbe battuto il primato delle traversate postali della cordigliera delle Ande e dell’Atlantico meridionale”. E’ lui che dispiega le carte e mostra gli ostacoli o i segni della presenza umana, in modo da rendere amico il paese che si sorvola e che fanno “abituare” il pilota alla Linea, che insegnano a creare legami con essa. E questo anche perché ai piloti è raccomandato di volare sempre sotto le nubi, seguendo i rilievi del terreno oltre confine. (Antoine de Saint-Exupéry, da “Terra degli uomini”)
“Si, l’aviazione ha grandi possibilità, ma come sono fragili le sue ali! Quando tutto va bene possiamo spaziare nei cieli come dèi, lasciando ruotare la terra ai nostri piedi, partecipando alla vita sotto di noi, o, se preferiamo, estraniandoci da essa. Ma il più piccolo errore basta a farci precipitare e il precipizio è spesso quasi invisibile: un microscopico difetto meccanico, pochi granelli di ghiaccio in un tubo di Venturi, la mancanza di un’ora di sonno.” (Charles A. Lindbergh, da “Spirit of St. Louis”)
“Il sole tocca quasi l’orizzonte quando guardo in più verso Cherbourg che abbraccia la sua piccola baia. Ecco la Francia, a seicento metri sotto la mia ala. Dopo 5.450 chilometri di volo, sono sul paese di destinazione. Ho compito il primo volo diretto tra i due continenti d’America e d’Europa. Non vi sarà una seconda notte sulle nuvole. Non c’è più bisogno di tornare sull’acqua. Qualsiasi cosa accada ormai, atterrerò in Francia. Mancano soltanto 320 chilometri per Parigi, la metà dei quali percorrerò alla luce del crepuscolo.” (Charles A. Lindbergh, da “Spirit of St. Louis”: la trentaduesima ora, sulla Manica)
Avevo appena spento il motore quando i primi raggiunsero la mia cabina. In pochi secondi apparvero ai miei finestrini aperti decine di volti entusiasti. Sentivo gridare da ogni parte il mio nome con un accento strano… Sentilo lo Spirit of St. Louis tremare sotto la pressione della folla. Sentii lo schianto del legno dietro di me… Poi vi fu un secondo schianto, e un ai souvenir era cominciata. Dovevo ad ogni costo far piantonare l’aeroplano prima che i danni diventassero irreparabili.” (Charles A. Lindbergh, da “Spirit of St. Louis”. Epilogo)
45.000 chilometri a bordo di una mongolfiera: l’ultima grande avventura del XX secolo. Il Breitling Orbiter 3 è partito dalla Svizzera il 1° marzo 1999 ed ha raggiunto l’Egitto 19 giorni dopo. (Il racconto epico del giro del mondo in mongolfiera, da “L’Ultima Grande Avventura” di Bertrand Piccard e Brian Jones).
Il volo intorno al mondo di Bertrand Piccard e Brian Jones, non è stato solo un successo della tecnologia ma anche, e soprattutto, un trionfo dello spirito umano: “Siamo decollati come piloti, abbiamo volato come amici, siamo atterrati come fratelli”. (Il racconto epico del giro del mondo in mongolfiera, da “L’Ultima Grande Avventura” di Bertrand Piccard e Brian Jones).
“Inventare un aereo è nulla. Costruirne uno è qualcosa. Volare è tutto”. (Otto Lilienthal)
“Fu un volo di 12 secondi, incerto, ondeggiante e traballante… ma fu finalmente un vero volo e non una semplice planata”. (Orville Wright, riferendosi al suo primo volo del 17 dicembre 1903)
“Nessun uccello vola appena nato, ma arriva il momento in cui il richiamo dell’aria è più forte della paura di cadere e allora la vita gli insegna a spiegare le ali”. (Luis Sepúlveda)
“La magia del mestiere mi apre un mondo in cui, tra meno di due ore, affronterò i draghi neri e i crinali incoronati da una chioma di fulmini azzurri; un mondo in cui, a notte, liberato, io leggo negli astri il mio cammino”. (Antoine de Saint-Exupéry)
“Volare potrebbe non essere tutto rose e fiori, ma il divertimento di per se stesso vale il prezzo”. (Amelia Earhart)
“Il volo ci ha regalato gli occhi degli uccelli, un punto di vista prezioso per osservare tanto mondo tutto insieme e lo scempio che ne stiamo facendo”. (Le Corbusier)
“Le forze della natura non possono essere eliminate ma possono essere bilanciate le une contro le altre”. (Conte Ferdinand Von Zeppelin)
“L’aereo è tragicamente inadeguato per i servizi transoceanici”. (Hugo Eckner)





